INCONTRO DELL’IRGUN OLEI ITALIA 07 AGOSTO 2012

VERBALE DELL’INCONTRO DELL’IRGUN OLEI ITALIA DEL GIORNO 07 AGOSTO 2012 SVOLTOSI PRESSO LA SEDE WIZO BET ITALIA DI TEL AVIV-YAFO.

All’incontro svoltosi presso la biblioteca della WIZO di Rehov Hahal Sorek 1 a Tel Aviv-Yafo hanno presenziato circa 20 persone. L’incontro, presenziato dai membri del Consiglio dell’ Irgun Ole Italia Vito Anav, Alberto Piperno, Renzo Cesana, aveva come obiettivo la catalizzazione della volontà di partecipare alle attività del Irgun espressa da alcuni partecipanti al gruppo Facebook, estendendo il raggio d’azione del Irgun allle nuove realtà “comunitarie” che si vanno formando.

L’incontro è iniziato o alle ore 18:00 con un giro di auto presentazione dei presenti. A seguire Vito Anav ha presentato le attività dell’associazione e fatto una rapida disamina dello stato di fatto dell’ufficio romano della Sochnut e di come l’Irgun stia facendo azione di lobbying per cercare di risolvere le problematiche che si trascinano da lungo tempo.
Vito ha inoltre sottolineato come il flusso di Olim dall’Italia, pur microscopico nel complesso dell’aliyah generale, si stia ingrossando in maniera visibile scalando come minimo un ordine di grandezza.

Fatto chiaro il punto che, per statuto e per limiti oggettivi, l’Irgun non può essere coninvolto nello sviluppo delle pratiche di Aliyah dei singoli, ma può esclusivamente promuovere l’aliyah presso le comunità italiane ed assistere gli Olim dal momento del loro arrivo in Israele, si è sottolineato come, ove possibile e richiesto, l’Irgun sia più volte intervenuto presso la Sochnut ed il Misrad HaKlità per cercar di risolvere eventuali criticità durante la procedura burocratica o nel cercar di agevolare l’ottenimento di alcuni benefici (Merkaz Klità ed altro) che non sono garantiti alla totalità degli Olim.

Il Consiglio dell’Irgun Olei Italia, appoggiato da tutti i presenti ha stabilito di creare, localmente, piccoli team di persone che si rendano disponibili ad assistere gli Olim che raggiungono le loro vicinanze nell’espletamento delle pratiche burocratiche e nel dispensare consigli o informazioni utili per un più agevole assorbimento ritenendolo indispensabile.
Allo scopo sono state raccolte le disponibilità di persone ad Ashdod, Netanya, Rishon LeZion-Ness Ziona-Rehovot, Raanana. Queste persone verranno informate tempestivamente dal Irgun e, ove possibile, si metteranno in contatto con gli olim da prima della loro partenza.

Le persone resesi disponibili sono:

Rishon LeZion – Ness-Ziona – Rehovot : Clara Banon
Netanya: Edoardo Marascalchi e Lea Momigliano Harouni
Raanana: Itzik Hachmoun e Paola Sermoneta
Ashdod: Davide Levy, Gemma Oren, Dina
Gerusalemme : Vito-Alberto-Renzo-Sandro

I contatti telefonici di queste persone verranno pubblicati sul sito Aliyah.it, gestito da Edoardo Marascalchi, e sul gruppo Facebook Irgun Ole Italia , il gruppo Alya in Israele, il gruppo Italiani in Israele, Italiani ad Ashdod, Italiani ad Asquelon, Italiani a Modiin.
L’Irgun Olei Italia cerchera` di dare la massima diffusione.

Vito Anav
Presidente Irgun Olei Italia

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Taglit 2012 – Un percorso per scoprire la propria identità

La questione fondamentale che un individuo possa trovarsi ad affrontare durante la propria esistenza è quella identitaria. Crescere in un ambiente con tradizioni e origini diverse da quelle familiari può significare ritrovarsi a non identificarsi in nessun gruppo o insieme di persone, nella fattispecie a non sentirsi né ebreo, né italiano. Quale può essere la causa effettiva di questa mancanza di identificazione? Alla base dell’identità ebraica c’è la conoscenza della cultura, delle tradizioni, e soprattutto delle persone (essere ebrei per conto proprio è praticamente impossibile).  Continue reading

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Vedere i canali televisivi italiani all'estero

Una delle domande che mi sento fare spesso è se sia possibile vedere Rai e Mediaset anche in Israele. La risposta è SI, ma sappiate che non è detto sia legale. Quello che leggerete qui sotto non è un invito a violare la legge, ma solo una spiegazione di cosa, tecnicamente, sia possibile fare.

Per vedere i canali televisivi italiani in Israele (o in altri paesi extraeuropei che siano comunque nel bacino del mediterraneo) è possibile in maniera completamente legale, ma limitata, o in maniera lievemente illegale. Se deciderete di seguire la via illegale, sappiate che sarete a rischio di cessazione del vostro contratto senza preavviso e che potreste incorrere in grane con la SIAE od altro ente di rappresentanza dei diritti sulle opere dell’ingegno.

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Taglit, un viaggio alla scoperta d’Israele

Riporto (con il consenso dell’autore) dalla mailing list dell’UCEI la prima lettera di un partecipante al viaggio di Taglit conclusosi da poco.


Si è concluso il viaggio Taglit Italia 2012, un programma alla scoperta di Israele diretto ai giovani fra i 18 e i 26 anni che non abbiano mai partecipato a un viaggio guidato in Israele.

Il viaggio, interamente finanziato dal governo israeliano e donatori americani, ha lo scopo di mostrare Israele e ravvivare quel senso di appartenenza alla nostra nazione che spesso rischia di affievolirsi vivendo in diaspora. Così come confermato da Lynn Schusterman, una delle più grandi filantrope ebree, che ha coperto in questo caso un terzo del costo del viaggio dei ragazzi, l’obiettivo è che ognuno possa innamorarsi di Israele e tornare a casa fiero e orgoglioso del suo essere ebreo.

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Pietro e Sar-EL

Ricevo e pubblico, volentieri, il racconto della recente esperienza di Pietro con Sar-EL.


Credete nella libertà? Io si e per questo, nelle infinite discussioni sul Medio Oriente cui ho assistito o partecipato, mi sono sempre trovato a sostenere Israele.
Consapevole che nessuno stato libero è uno stato perfetto (ne abbiamo un esempio in casa), è stata una grande sorpresa scoprire che è possibile fare qualcosa di concreto per Israele in quanto Stato.
Infatti un amico mi ha parlato di Sar-El, un organizzazione nata nell’82 per aiutare i contadini israeliani costretti ad andare al fronte. Oggi non si lavora più nei campi, ma con l’IDF. I volontari di Sar-El lavorano con altri civili israeliani nelle basi di Tzahal. Attenzione, i volontari possono essere di qualunque religione, o nessuna!

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Irgun Olei Italia sull'Aliyah italiana

Ripubblico qui un artivolo scritto da Vito Anav, Presidente dell’Irgun Olei Italia, sul bollettino degli italiani in Israele “Kol HaItalkim” sul numero di febbraio 2011.

Gerusalemme 20-12-2011

Acqua cheta scava a fondo … Una goccia nel Mare… una rondine non fa primavera … il buongiorno si vede dal mattino…

Pensando a come riassumere in breve nota la Alià dall’Italia negli ultimi mesi, sono queste le prime confuse immagini che mi vengono in mente.

Ognuna di esse da’ solo una visione parziale del fenomeno, e tutte insieme descrivono succintamente un intero mondo, un marasma di sentimenti, illusioni, disillusioni e speranze che ognuno degli Olim porta con se e che rappresenta un solo tassello di un mosaico difficile da comporre, data la sua variegata composizione e la peculiarità di ognuno dei suoi elementi.
Un po` di numeri: negli ultimi 12 mesi sono arrivati in Israele piu` di 100 Olim dall’Italia, senza tenere conto di quella che possiamo definire l’Alia “fisiologica”, vale a dire quei venti venticinque ragazzi che tutti gli anni arrivano per motivi di studio o a seguito di programmi nei vari movimenti giovanili, oppure solo per un “one year program” che poi si prolunga o accorcia a seconda delle esperienze e volontà dei singoli.
Anche in questa categoria vi è stato un sostanziale aumento (circa 45 ragazzi) ma trattandosi per la maggior parte di “ancora non Olim” credo che questo dato sia sufficente, senza ulteriori approfondimenti
di analisi.
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Perché non fare l'aliyah, un'opinione.

Sono incappato in questo post in inglese il cui titolo “Why not make aliyah?” mi ha molto incuriosito. A mio modo di vedere le opinioni di chi ha avuto problemi nell’aliyah sono forse più importanti di chi invece ha avuto un’aliyah di successo. Ve lo riporto, quindi tradotto, sperando che possa stimolare in tutti un momento di riflessione.

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Le cose che nessuno vi ha detto sull'aliyah

Un momento di ilarità offertoci da Neil Lazarus del blog timesofisrael. Ve lo traduco ed aggiungo anche qualcuno dei commenti dei lettori del suo post. Ovviamente si fa riferimento alla comunità di anglofoni in Isrele.

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Sar-EL: il racconto di Ferdinando

Qualche mese fa Ferdinando commentò un post sul programma Sar-El, dicendo di aver fatto l’esperienza. Gli chiesi di raccontarmi e ne venne fuori una sorta di intervista. La pubblico solo ora, con oltre 6 mesi di ritardo. Mi scuso con … Continue reading

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Aliyah e servizio militare

Uno dei maggiori scogli da affrontare quando si considera l’aliyah da giovani e’ certamente la prispettiva del servizio militare.
Per chi artiva dall’Italia dove il servizio militare non e’ piu’ obbligatorio da quasi 20 anni, l’idea di vestire la divisa per 2-3 anni non e’ certamente affascinante.
Eppure la zava’ e’ una delle migliori occasioni per integrarsi nella societa’ di questo paese.
Esistono programmi di aiuto e sostegno per gli Olim Hadashim ed aiuti economici ulteriori.
C’e’ da dire, poi, che agli occhi dei sabra, un oleh che abbia fatto il servizio militare si guadagna in automatico il massimo rispetto.
Ovviamente essere un soldato da queste parti espone a rischi ma penso debba essere preso in considerazione positivamente.

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