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Vivere (e lavorare) in Israele senza essere ebrei

Quante possibilita’ avete di farcela? SCARSE!

Scrivo questo post dopo aver ricevuto ripetutamente richieste di informazioni da parte di non ebrei. Se da una parte tutto quest’interesse e desiderio di vivere in Israele da parte di non ebrei mi fa piacere, dall’ altra mi fa tristezza dover demolire le speranze di molti.
Colgo, quindi, l’ occasione per fare un po’ di chiarezza.

Per poter lavorare in Israele occorre avere o la cittadinanza od un permesso di soggiorno per lavoro.
Per poter ottenere la cittadinanza occorre essere ebrei o risiedere in Israele per piu’ di 10 anni, indipendentemente dalla fede religiosa.

Si puo’ entrare in Israele come:

  • Turisti (visto di 3 mesi rinnovabile per altri 3 con un massimo di 18 mesi nell’arco di 3 anni) senza possibilita’ di ottenere un permesso di soggiorno;
  • Studenti (visto rinnovabile per la durata del corso di studi) con la possibilita’ di ottenere un permesso di lavoro durante il corso di studi facendone richiesta al Ministero degli Interni;
  • Coniuge/compagno di un cittadino israeliano, indipendentemente dalla propria fede religiosa.
  • Aspiranti convertiti che ottengono un permesso di soggiorno per studio a scopo di conversione. Durante il periodo di studio e’ possibile lavorare chiedendo apposito permesso di lavoro. Al termine della conversione si ottiene la cittadinanza e non occorre piu’ un permesso particolare;
  • Lavoratori stranieri, dopo aver ottenuto il relativo visto nel paese di origine e previa presentazione di lettera di richiesta di assunzione da parte di una ditta israeliana;

Passiamo oltre le prime tre possibilita’ e parliamo del caso del Lavoratore straniero.

Per poter ottenere il visto di lavoro occorre, all’ atto della domanda, presentare anche una lettera di assunzione da parte di un datore di lavoro israeliano. Ovviamente, questo e’ l’ostacolo primario.
E’ sicuramente necessario avere una specializzazione particolare per poter essere interssanti per potenziali datori di lavoro. Occorre trovare un datore di lavoro che sia talmente interessato a voi da esser disposto ad aspettarvi 2-3 mesi (il tempo che ci si puo’ aspettare esser necessario per l’ emissione del visto).

Non illudetevi di poter andare a lavorare nei Kibbutzim. Al giorno d’oggi quelli che accettano volontari sono pochissimmi e quelli che hanno impianti industriali di qualche tipo assumono solo personale con alta specializzazione.

Operai e manovali abbondano ed il ministero degli interni non concede facilmente permessi di lavoro per impieghi a bassa specializzazione.

Se siete davvero interessati a venire a vivere in Israele il miglior consiglio e’ di contattare i potenziali datori di lavoro mentre ancora si e’ in Italia, inviare il proprio CV (in inglese) e fissare un appuntamento conoscitivo. Cercate di fissarli piu’ o meno nello stesso periodo in modo da poter venire come turista e fare i colloqui nell’arco di un paio di settimane.

Mettete bene in chiaro che non avete un permesso di lavoro, che non siete ebrei e quindi non potete fare l’ aliyah e che quindi
a) ci potrebbe volere del tempo prima che possiate davvero iniziare a lavorare;
b) avete bisogno di una lettera di proposta di assunzione;

Se riuscite a convincere qualcuno ad assumervi, siete sulla strada giusta.

Tornate in Italia e contattate l’Ambasciata d’Israele in Italia a Roma ed iniziate la pratica.

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Il primo lavoro in Israele

UPDATE: Questo post e’ dedicato a chi e’ di religione ebraica o si sta convertendo. Chi non fosse ebreo e’ pregato di leggere questo post

Uno dei primi ostacoli che ci si trova ad affrontare dopo l’aliyah è trovare un lavoro. Se, come è probabile, si è arrivati in Israele senza conoscere l’ebraico, al termine dell’Ulpan non si sarà comunque in grado di lavorare in ebraico. Il nostro ebraico sarà sicuramente sufficiente per cavarsela nella vita di tutti i giorni, ma intrattenere discussioni su temi lavorativi sarebbe davvero complicato.
Siamo però abbastanza fortunati. Gli italiani sono molto ricercati. Infatti moltissime aziende in Israele hanno rapporti commerciali con l’Italia e cercano, per questo, madrelingua italiani. Ovviamente, se non si parla in ebraico, è necessario cavarsela almeno in inglese. Il fatto di essere più o meno giovani, invece, ha poca importanza a patto di non aver problemi se il proprio capo sarà più giovane di voi anche di molto.

Quali sono i settori più attivi in questo tipo di mercato del lavoro. Sicuramente il mondo dei casino on line che in Israele hanno i loro centri di ricerca e di marketing, le aziende che operano nel mondo del trading, dal classico trading di azioni a quello delle valute estere. In questi settori si ricercano prevalentemente SEO, Traduttori e addetti dei Customer Care. Sono settori nei quali si può guadagnare piuttosto bene.
Una veloce ricerca sui vari motori di ricerca usando Italian come keyword potrà svelare la dinamica realtà del lavoro in italiano.

Ultimamente un settore molto attivo per gli italiani è quello delle guide turistiche e delle agenzie di viaggio. Da quando alcuni operatori del settore croceristico hanno iniziato a far tappa per visitare Gerusalemme, orde di turisti italiani (anche 4000 a volta) si riversano in 24 ore nella città santa. Anche se per fare le guide è necessaria l’abilitazione, in questi casi è molto ricercata la figura del trduttore che possa tradurre in italiano dal inglese o dal ebraico.
UPDATE: Anche se il settore e’ sempre interessato a personale di lingua italiana, vorrei sottolineare che oltre all’ ottimo inglese sarebbe consigliabile una conoscenza dell’ebraico gia’ buona e, sicuramente, una preparazione sulla storia antica e moderna di Gerusalemme. Mi e’ stato segnalato che parecchie persone che si sono presentate per questo tipo di lavoro sono state scartate perche’ completamente impreparate o per doti linguistiche non sufficienti/

Sempre molto attive nell’assunzione di italiani, sono i call center specializzati nel medicale e nel salutistico. Da evitare, invece quelli legati alle Green Card che spesso si presentano come truffe più o meno grandi e dove il ritmo di lavoro e lo stress non sono compensati da stipendi adeguati.

Spesso questi lavori si svolgono in turni, quindi sono adatti anche a studenti o nuovi immigrati che ancora frequentano l’ulpan.

Lavoro: cercarlo

Israele è un paese con un tasso di disoccupazione abbastanza basso ed il mercato del lavoro è piuttosto dinamico.

Durante il primo anno di Aliyah si ha diritto a ricevere aiuto nella ricerca del lavoro. L’assistenza è offerta da agenzie di collocamento che hanno vinto gare d’appalto statali suddivise per aree geografiche.

Uno dei primi aiuti che questi centri offrono è la traduzione del proprio Curriculum Vitae in ebraico.

Un ulteriore aiuto è la ricerca in affiancamento sui siti di annunci di lavoro. Quasi tutti questi siti offrono un’interfaccia anche in Inglese (talvolta anche Francese, oltre all’ Arabo ed al Russo), ma non tutti gli annunci sono pubblicati in tutte le lingue. Talvolta, poi, gli annunci sono totalmente privi di descrizioni diversi dal nome della posizione. Ed altrettanto spesso il nome della posizione è incomprensibile.

I principali siti di annunci di lavoro sono: