Tag Archives: Studio

Studiare Torah mentre si è in vacanza in Israele

Compagni di studio
Compagni di studio

Tutti noi, quando pianifichiamo una vacanza, ci preoccupiamo di tutti i minimi dettagli: l’alloggio, la macchina, l’assistenza sanitaria…
Gli ebrei, però, avrebbero una cosa in più di cui preoccuparsi rispetto a tutti gli altri: non interrompere lo studio della Torah. Non tutti studiano girnalmente la torah, ma un viaggio in Israele dovrebbe essere una buona occasione per iniziare questa pratica che, tra l’altro, aiuta moltissimo nella vita quotidiana.

Se studiare a casa propria è relativamente facile, lo è molto meno quando ci si trova in vacanza. Da qualche tempo, in Israele, opera un’organizzazione che ha come scopo quello di trovare compagni di studio ai turisti.

Learning Torah on Vacation trova i compagni di studio e coordina gli incontri.

Il primo lavoro in Israele

UPDATE: Questo post e’ dedicato a chi e’ di religione ebraica o si sta convertendo. Chi non fosse ebreo e’ pregato di leggere questo post

Uno dei primi ostacoli che ci si trova ad affrontare dopo l’aliyah è trovare un lavoro. Se, come è probabile, si è arrivati in Israele senza conoscere l’ebraico, al termine dell’Ulpan non si sarà comunque in grado di lavorare in ebraico. Il nostro ebraico sarà sicuramente sufficiente per cavarsela nella vita di tutti i giorni, ma intrattenere discussioni su temi lavorativi sarebbe davvero complicato.
Siamo però abbastanza fortunati. Gli italiani sono molto ricercati. Infatti moltissime aziende in Israele hanno rapporti commerciali con l’Italia e cercano, per questo, madrelingua italiani. Ovviamente, se non si parla in ebraico, è necessario cavarsela almeno in inglese. Il fatto di essere più o meno giovani, invece, ha poca importanza a patto di non aver problemi se il proprio capo sarà più giovane di voi anche di molto.

Quali sono i settori più attivi in questo tipo di mercato del lavoro. Sicuramente il mondo dei casino on line che in Israele hanno i loro centri di ricerca e di marketing, le aziende che operano nel mondo del trading, dal classico trading di azioni a quello delle valute estere. In questi settori si ricercano prevalentemente SEO, Traduttori e addetti dei Customer Care. Sono settori nei quali si può guadagnare piuttosto bene.
Una veloce ricerca sui vari motori di ricerca usando Italian come keyword potrà svelare la dinamica realtà del lavoro in italiano.

Ultimamente un settore molto attivo per gli italiani è quello delle guide turistiche e delle agenzie di viaggio. Da quando alcuni operatori del settore croceristico hanno iniziato a far tappa per visitare Gerusalemme, orde di turisti italiani (anche 4000 a volta) si riversano in 24 ore nella città santa. Anche se per fare le guide è necessaria l’abilitazione, in questi casi è molto ricercata la figura del trduttore che possa tradurre in italiano dal inglese o dal ebraico.
UPDATE: Anche se il settore e’ sempre interessato a personale di lingua italiana, vorrei sottolineare che oltre all’ ottimo inglese sarebbe consigliabile una conoscenza dell’ebraico gia’ buona e, sicuramente, una preparazione sulla storia antica e moderna di Gerusalemme. Mi e’ stato segnalato che parecchie persone che si sono presentate per questo tipo di lavoro sono state scartate perche’ completamente impreparate o per doti linguistiche non sufficienti/

Sempre molto attive nell’assunzione di italiani, sono i call center specializzati nel medicale e nel salutistico. Da evitare, invece quelli legati alle Green Card che spesso si presentano come truffe più o meno grandi e dove il ritmo di lavoro e lo stress non sono compensati da stipendi adeguati.

Spesso questi lavori si svolgono in turni, quindi sono adatti anche a studenti o nuovi immigrati che ancora frequentano l’ulpan.

Studiare in Israele – MASA

Per chi vuole provare a vivere in Israele per un periodo di tempo, prima di fare aliyah, e contemporaneamente studiare in una una scuola o fare un ulpan di ebraico, esiste un fondo economico istituito dall’Agenzia Ebraica in collaborazione con il Governo israeliano.

Si chiama MASA e attraverso il loro sito si  può richiedere un fondo o un aiuto economico che copra sino al 90% della retta scolastica se si sceglie una delle scuole convenzionate con il progetto .

I requisiti per poterne usufruire sono i seguenti:

  • essere ebrei senza però essere cittadini israeliani o aver fatto alyah.
  • essere cittadini israeliani ma non aver vissuto nel paese dal 14 anno di età.
  • avere meno di 30 anni.

Potete chiedere informazioni su questo fondo MASA anche all’Agenzia Ebraica della vostra città.

Masa

Esperienze: Emanuele dalla Torre

Inauguriamo le interviste con un amico che abita in israele da qualche anno.

Ciao, innanzitutto presentiamoci: Come ti chiami e dove abitavi prima di fare l’aliyah?

Emanuele Dalla Torre – Milano

A che età hai fatto l’aliyah ed in che anno l’hai fatta.

18 anni (finito il liceo).

Come è nata la decisione di fare l’aliyah?

in realta’ non ho mai deciso: all’inizio sono venuto qui per un programma di un anno del Bene Akiva: sentivo il bisogno di approfondire la mia conoscenza dell’Ebraismo. Poi ho deciso di provare gli studi qui, al Technion, per un anno. Poi mi sono trovato bene e sono rimasto ancora. Alla fine mi sono sposato. Sulla Ketuba’ c’e’ scritto che il marito si impegna a non uscire di Israele senza il permesso della moglio. E mia moglie non mi permette….

Il processo è partito dall’Italia o hai preferito fare tutto direttamente in Israele?

Ero gia’ in Israele. In realta’ sono rimasto qui 4 anni con un permesso di studente/turista. Solo durante il quinto anno ho richiesto ufficialemente di diventare cittadino israeliano

Com’e’ stato il tuo contatto con la burocrazia Isrealiana? Sono stati cortesi?

Tutto liscio come l’olio.

In che città hai deciso di abitare all’inizio e perché proprio li?

A Haifa – per finire gli studi. Poi mi sono trasferito a Rehovot (per continuare gli studi) e ad Hertzlia (per lavoro). La nostra meta rimane comunque sempre Gerusalemme.

Come te la sei cavata con la lingua? hai frequentato l’Ulpan? quanto a lungo e dove? Com’e’ stata la tua esperienza?

Durante l’anno col Bene Akiva, avevamo un corso di Ebraico tutte le mattine. Avendo gia’ una base (13 anni di scuola ebraica) – questo mi e’ bastato per cominciare gli studi in Israele

Che tipo di aiuti hai ricevuto? Ti sono stati utili?

Mia zia mi ha aiutato ad ottenere i dormitori all’universita’. Poi ho uno zio da cui ho trascorso moltissimi shabbatot (soprattutto all’inizio).

Ti sei appoggiato ad altri italiani nei primi mesi o te la sei cavata da solo/a?

All’inizio ero in un programma gia’ organizzato. Per gli studi ho contattato un paio di ragazzi che avevano studiato al Technion e mi hanno dato una mano. Comnque me la sono cavata abbastanza da solo

Che tipo di esperienza hai avuto nella ricerca del lavoro?

Non relevante (faccio un dottorato di ricerca = non lavoro)

Per l’alloggio come te la sei cavata?

Dormitori dell’universita’ e poi appartamento in affitto.

In generale, gli israeliani, come si sono comportati con te? Hanno approfittato del tuo essere nuovo del posto per cercare di fregati o sono stati collaborativi e comprensivi?

Collaborativi. In genere gli Israeliani hanno un debole per l’accento italiano….

Pensi che i nuovi olim avrebbero bisogno di qualcosa in particolare che tu non hai avuto?

Non saprei… Io non ho avuto particolari difficolta’

Quando hai capito di essere ormai diventato/a israeliana a tutti gli effetti?

“Un ole rimane sempre un ole”

C’e’ qualche episodio simpatico legato all’aliyah che vorresti raccontare?

Moltissimi mi chiedono perche’ ho lasciato l’Italia. All’inizio mi arrabbiavo. Poi ho capito che effettivamente i giovani israeliani (non religiosi) di oggi sono cosi’ lontani dall’ebraismo della diaspora da non capire perche’ un Ebreo vorrebbe fare l’alyia da un paese in cui non c’e’ antisemitismo

Hai qualcos’altro che vuoi raccontarci?

Vorrei trasmettere un messaggio fondamentale. Fare l’alyia e’ sicurmente un grande passo. Spesso non facile. Molti pensano che, avendolo fatto, si possono sedere. Invece l’alyia e’ solo il primo passo. Noi olim abbiamo un compito molto importante in Israele. Quello di spiegare cosa significa vivere in diaspora. Di creare un neo-sionismo (invece del post-sionismo molto in voga oggi…).